17/12/2017

Milano piange, Roma e Firenze ridono:campionato riaperto.

marzo 4, 2008 di  
Inserito in Serie A

La caduta degli dei. Dopo 31 lunghissimi turni, cade l’Inter di Mancini: considerato il sonoro 4-0 inflitto dalla Roma al Parma, il campionato è ufficialmente riaperto. I nerazzurri, apparsi già in “crisetta” nelle ultime due partite, che avevano fruttato soltanto due punti, cadono sonoramente al San Paolo di Napoli. Reja, dopo tante polemiche, confeziona un’impresa. Bastano soltanto 3 minuti a Zalayeta per segnare quello che sarà il gol decisivo: il suo pallonetto da 25 metri risulta vincente, grazie alla complicità di Julio Cesar. Anche l’errore del numero uno brasiliano fa sensazione. La capolista non crea, anzi, rischia di affondare. Julio Cesar si risveglia e compie due bellissimi interventi su Zalayeta e su un goffo rinvio di Materazzi. Mancini, già privo di tantissime pedine, perde pure Chivu nella ripresa per una lussazione alla spalla: il reparto difensivo è sempre più decimato, aggravando la situazione in vista del match di Champions con il Liverpool. La serata nera interista si completa alla mezz’ora, quando Rizzoli assegna un rigore ai padroni di casa: Julio Cesar respinge il tentativo di Zalayeta, riscattandosi definitivamente. Il secondo penalty consecutivo parato dall’estremo carioca regala alla sua squadra la possibilità dell’assalto finale. Suazo e Crespo, però, non concretizzano, e il San Paolo può festeggiare: l’Inter non perdeva in trasferta dal lontano 30 aprile 2006.

Ne approfitta la Roma, che non ha affatto subito il contraccolpo psicologico della rimonta subita nello scontro diretto. Il Parma viene sepolto all’Olimpico sotto una grandine di 4 gol. Aquilani, un autogol di Falcone, Totti e Vucinic hanno firmato la vittoria giallorossa, vittoria che permette alla Roma di avvicinarsi a -6 e di preparare al meglio la trasferta di Madrid. Segnali confortanti da Taddei e dal capitano, autore di una buonissima prestazione. Il Parma, invece, ha pagato le disattenzioni difensive, che hanno portato ai gol dei capitolini.

Grande prova di maturità della Fiorentina. Stavolta, a differenza del lontano 1994, la rimonta è viola. 14 anni orsono, infatti, la Juventus ribaltò il risultato grazie ad una magia di Del Piero, mentre domenica sono stati i toscani a prevalere per 3-2 dopo esser stati sotto nel punteggio. L’impresa è doppia perchè avviene in trasferta, e perchè lancia i viola a ridosso dei bianconeri, distanti ora un solo punto. La vittoria è frutto della gestione oculata di Prandelli, che azzecca tutti i cambi, inserendo i giovani e sorprendenti Osvaldo e Papa Waigo. Sono il bomber dell’under 21 e l’ala senegalese, infatti, a mettere la firma sulla rimonta: l’ex Cesena sigla il 2-2 e pennella il cross per l’italiano che, al minuto 93, affonda la Ranieri band. La Juve, che aveva rimontato il gol di Gobbi con i sigilli di Sissoko(primo gol in Italia per il maliano)e Camoranesi, incappa nell’ennesimo passo falso. Un solo punto nelle ultime tre partite, infatti, è il magro bottino raccolto dagli uomini di Ranieri. Buon per i bianconeri che pure il Milan stenti. I rossoneri, infatti, raccolgono contro la Lazio il decimo pareggio stagionale, allontanandosi a -4 dal quel quarto posto raggiunto appena 2 domeniche fa. Il match con i biancocelesti è noioso e mediocre, anche a causa del turnover applicato da Ancelotti. Il tridente baby composto da Pato, Gilardino e Paloschi non punge, tant’è che il migliore in campo è Kalac. Il gigante australiano salva i suoi in un paio d’occasioni, ma non può nulla sulla deviazione vincente di Bianchi. I rossoneri reagiscono ma sprecano con Pato, e raggiungono il pari solo con un calcio di rigore trasformato dall’ex di turno Oddo. Nel finale la Lazio rimane in 10, ma i padroni di casa non hanno la forza per approfittarne.

L’ennesima “Cassanata”. Il fantasista barese, dopo aver messo a segno il 2-2 definitivo nella sfida di Marassi, è protagonista di una sceneggiata indegna della sua classe. All’87’ Cassano, già ammonito, viene punito per un fallo su cui non è d’accordo: la sue proposte sono veementi e gli costano il secondo giallo. Il talento di Bari Vecchia, a quel punto, perde la testa, scagliando la maglietta al direttore di gara. Nel dopo partita si scuserà con un comunicato stampa, ma la sua reazione ingiustificata ed esagerata potrebbe costargli la convocazione a Euro 2008. L’episodio riguardante Cassano s’inserisce nella piacevole sfida tra Samp e Toro, conclusasi 2-2. I blucerchiati, bloccando due volte i tentativi di fuga dei granata, confermano il loro rendimento interno ottimale: una sola sconfitta nelle ultime 25 partite disputate a Marassi. I torinesi, invece, sono imbattuti dal 19 gennaio scorso e continuano la loro lotta per la salvezza. Prima di Cassano sono andati a segno Comotto, Sala e Di Michele.

Torna alla vittoria l’Udinese, a cui la vittoria interna mancava dal 9 dicembre scorso. Ai friulani bastano i guizzi del duo partenopeo Quagliarella-Di Natale. L’Atalanta, apparsa stanca e appagata dalla quaterna rifilata in settimana alla Samp, non ha accennato la minima reazione. Importantissima vittoria del Siena nel derby toscano con l’Empoli. Portanova e Riganò mettono la firma su un successo vitale nella lotta per non retrocedere. Nelle altre sfide di giornata, pareggio scialbo tra Reggina e Palermo, tre punti di platino per Livorno (1-0 su un Catania sempre più in crisi) e per il Cagliari penalizzato(2-1 sul Genoa).