18/11/2017

Roma sciupona,Zanetti salva l’Inter.

febbraio 28, 2008 di  
Inserito in Inter, Roma, Serie A

Il duello tra capitani finisce in parità e lo scudetto prende decisamente la via di Milano. Javier Zanetti, 34 primavere sulle spalle e 12 anni di capitanato nerazzurro, spegne i sogni di gloria giallorossi ad una manciata di secondi dal termine. La Roma, lanciata a -6 da uno straordinario gol del suo capitano Francesco Totti, il 201° in carriera, e in superiorità numerica, getta al vento un’occasione d’oro per riaprire il campionato. Ma andiamo il film della partita. Roberto Mancini deve far a meno dei due attaccanti titolari Ibrahimovic e Cruz, e schiera perciò un inedito 4-5-1, con Crespo unica punta. Torna dal primo minuto, dopo un lunghissimo stop, Luis Figo. L’intento del tecnico nerazzurro è non subire a centrocampo, dove i romanisti sono abilissimi nel palleggio. Spalletti, invece, recupera Juan e Mancini che si accomodano in panchina; lo schieramento proposto è il solito 4-2-3-1 con Totti unica punta alla caccia dell’ennesimo gol a San Siro. L’inizio vede le due squadre un pò contratte, e per la prima vera occasione bisogna attendere il 18′. Vieira inventa un bellissimo suggerimento dalla destra per Crespo, che in acrobatica sforbiciata coglie clamorosamente il palo interno: la sfera ballonzola diverse volte davanti alla linea di porta prima di uscire beffardamente sul fondo. L’Inter del primo tempo finisce qui. Ne approfitta, quindi, la Roma. Al 37′ Tonetto crossa teso dalla sinistra, in area irrompe Totti che anticipa con un guizzo l’ex compagno Chivu, infilando Julio Cesar con un bellissimo sinistro al volo: Roma in vantaggio grazie ad un capolavoro del capitano, vero e proprio incubo dei nerazzurri. La capolista, ora, non può più stare a guardare. Nella ripresa, infatti, Mancini cambia modulo, sostituendo uno spento Stankovic con Suazo e tornando al classico 4-4-2. Intorno al quarto d’ora, però, Mancini stesso sembra dar un mano ai giallorossi; prima inserisce Balotelli per un affaticato Cambiasso, dando vita all’ennesimo cambio di modulo(4-3-3), poi, appurato che la squadra difetta di equilibrio, sostituisce Figo con il più difensivo Pelè. è il 62′ e l’Inter ha già terminato i cambi. La mossa risulta fatale tre minuti dopo. Il destino, infatti, sembra sbeffeggiare i nerazzurri, poichè una distorsione mette ko Maxwell lasciando i campioni d’Italia in 10. La capolista accusa il colpo e rischia la capitolazione. Julio Cesar è strepitoso sulla botta di Aquilani(22′ s.t.), mentre Taddei sciupa malamente un’ottima occasione. I giallorossi sono in totale controllo del match, ma non affondano il colpo del ko. Quando l’inizio della rimonta in campionato sembra cosa fatta, l’ingenuità di Mexes compromette tutto. Il difensore francese, autore di una buonissima prova, si fa ammonire una prima volta per essere rientrato in campo senza permesso dopo un infortunio. Ma non è finita qui. Due minuti dopo, il centrale entra scompostamente da tergo su Crespo e si becca il secondo giallo: parità numerica ristabilita. L’episodio innervosisce la Roma e dà nuova carica all’Inter. Al minuto 87′, Maicon sfonda sulla destra e pennella per Crespo: testata dell’argentino e miracolo di Doni. Sugli sviluppi dell’azione successiva, capitan Zanetti raccoglie un pallone al limite dell’area ed esplode una folgore volante di destro: pallone in rete e San Siro in estasi. Il capitano, al 12°gol in serie A, non segnava dal lontano 5 novembre 2006. I gol dell’inesauribile argentino sono sempre stati pochi, ma pesantissimi come quello di ieri sera che, di fatto, consegna virtualmente il 16°scudetto ai nerazzurri. Il capitano, oltre al gol, ha fornito il solito apporto di corsa, lotta, marcatura, cambiando ruolo in più frangenti del match. Da volante davanti alla difesa a mezz’ala a terzino, il rendimento è sempre stato lo stesso: strepitoso. Il carattere del capitano tiene a galla un’Inter poco brillante e in cerca della forma migliore.

La lunghissima e illustre lista infortunati(tra gli altri, Samuel, Dacourt, Cordoba, Ibrahimovic, Cruz, Jimenez) assommata alla scarsa condizione di forma di alcuni giocatori determinanti, come Figo, Stankovic e Vieira, sta condizionando pesantemente il rendimento dell’undici di Mancini. Questo pareggio dà serenità e tranquillità e, soprattutto, permette alla capolista di preparare al meglio la sfida impossibile contro il Liverpool. La Roma, invece, è conscia di avere sprecato un’opportunità irripetibile. Avanti di un gol e in superiorità numerica, i giallorossi non hanno saputo archiviare la pratica, tenendo in vita gli avversari. Sebbene si possa discutere dell’espulsione di Mexes, rimane l’ingenuità del centrale difensivo di Spalletti. Molto probabilmente, senza la sua cacciata dal campo, saremmo qui a raccontare un’altra storia, con la Roma a -6 e il discorso scudetto più aperto che mai. I capitolini si consolano con il bel gioco espresso e i segnali confortanti dati da capitan Totti, da ieri recordman di presenze della storia giallorossa: 387°gettone, Losi superato. Rimane viva la speranza per il tricolore, considerata anche la condizione precaria mostrata dalla capolista, ma da -9(con gli scontri diretti a sfavore, visto l’1-4 dell’Olimpico) sarà molto più dura recuperare.