Archivio per febbraio 2008

Calcio mercato, Milan

Il Milan blinda Kakà.

Il Milan pone fine alle telenovelas di mercato che riguardano Ricardo Kakà. Il numero 22 rossonero, infatti, ha appena prolungato il contratto che lo lega alla società di Via Turati fino a giugno 2013. Il precedente accordo scadeva nel 2011. Abramovich e il Real Madrid dovranno quindi abbandonare il sogno di ingaggiare il Pallone d’Oro.

Calcio Internazionale

Ribery “alla Totti” risolve il derby di Coppa.

Successo soffertissimo per il Bayern Monaco nei quarti di finale di Coppa Germania. I bavaresi hanno affrontato i cugini del Monaco 1860, attualmente militanti in seconda divisione. Gli uomini di Hitzfield hanno faticato più del previsto in questo impegno di coppa, sprecando l’impossibile e trascinando la sfida fino ai tempi supplementari. Al 120′ ci è voluto un rigore per ottenere il pass per la semifinale: il francese Ribery, dopo il primo tentativo andato a segno con troppi giocatori entrati in area al momento del tiro, trasforma pure la ripetizione con un cucchiaio irrivente. Luca Toni non ricorderà con piacere questo derby, essendo stato espulso nei tempi regolamentari per doppia ammonizione.

Calcio Internazionale

Coppa del Re:Xavi beffa il Valencia.

Le polemiche sugli arbitri infuriano pure in terra iberica. Il Barcellona, infatti, pareggia l’andata della semifinale di coppa con il Valencia grazie ad un gol contestato. L’attaccante camerunense Eto’o, al 94′, si aggiusta il pallone con il braccio prima di tirare in porta; sulla respinta di Hildebrand, Xavi ha firmato l’1-1. Il match aveva visto uno sterile predominio blaugrana punito dal gol in contropiede del Valencia firmato David Villa.

Fiorentina, Serie A

I Viola si riprendono il 4°posto.Lucarelli salva Di Carlo,Borriello diventa re dei bomber.

Nell’accesissima lotta per il quarto posto torna avanti la Fiorentina. I viola, infatti, trionfano nel derby toscano col Livorno, mentre il Milan torna da Catania con un solo punto. Morale della storia, gli uomini di Prandelli precedono ora quelli di Ancelotti di due lunghezze. Il derby del Franchi viene deciso da un protagonista inaspettato, ovvero Ndiaye Papa Waigo, ex Verona e Cesena, prelevato a gennaio dal Genoa. Il 24enne senegalese, entrato a causa dell’infortunio occorso a Semioli, è stato lesto a insaccare in tuffo di testa su un corner battuto da Osvaldo. La prestazione del match winner è condita, inoltre, da insidiosissime incursioni sulla destra e da un pallone d’oro recapitato a Pazzini nel finale; il bomber viola, però, ha malamente sprecato centrando la traversa a porta vuota. La formazione di Prandelli, dunque, ha digerito bene l’assenza del suo trascinatore Mutu(il romeno è out per un mese)e dello squalificato Vieri. Il sostituto del romeno, ovvero Osvaldo, ha disputato una buona gara, mentre Kuzmanovic ha offerto il solito contributo a tutto campo. Il Livorno incappa nella terza sconfitta consecutiva e scivola, per la prima volta in questa stagione, in zona retrocessione; d’altronde i labronici non hanno costruito un’azione degna di nota in 90 minuti.

Pareggio agrodolce per il Milan a Catania. I rossoneri pagano i tanti impegni sostenuti in questo 2008 e le assenze pesanti di Gattuso, Kakà, Nesta, Kaladze e Pirlo. Un Milan stanco e appannato affronta un Catania che, dopo 4 ko consecutivi, si presenta all’appuntamento più abbottonato che mai. Ne scaturisce una partita priva di spunti e fondamentalmente noiosa. Il match si accende nella ripresa grazie ad un destro precisissimo di Pato ed al tuffo tardivo di Polito. La dormita del portiere etneo regala al Papero il 5°gol stagionale. A questo punto, Baldini ridisegna la sua squadra e sfodera il tridente. Il pareggio arriva 8 minuti dopo il vantaggio milanista con la firma del contestassimo Spinesi: il centravanti ritrovato, appena entrato in campo, inzucca alla perfezione un cross di Vargas. Il Milan, che un minuto prima si era visto annullare una rete, rischia a questo punto il clamoroso tracollo. Spinesi si eleva ancora una volta e incoccia la traversa, la deviazione vincente successiva di Silvestri è invalidata da un fallo precedente del rossoazzurro su Bonera.

Volano e sognano l’Uefa Atalanta e Genoa. I bergamaschi piegano con un perentorio 4-1 la Sampdoria, apparsa priva di idee senza il genio di Cassano. La partita dei doriani, infatti, dura appena 13 minuti. Al 3′ passano in vantaggio con una botta terrificante dai 25 metri di Volpi, ma poi spariscono dal campo. Sale in cattedra Cristiano Doni che con una doppietta ribalta il risultato: sono 10 i sigilli in campionato per il fantasista nerazzurro. Al minuto 36 cala definitivamente il sipario sui doriani: Langella lavora un bellissimo pallone per Floccari che castiga per la terza volta Castellazzi. Della bella Sampdoria del derby e del match con l’Inter non c’è traccia; il secondo tempo serve solo agli orobici per arrontondare il bottino (4-1 al 90′). Sorridono, invece, i cugini genoani. Il Grifone, grazie al successo sul Napoli, aggancia a quota 35 proprio i rivali blucerchiati. Il Genoa ha disputato una buona gara, raccogliendo i frutti del suo bel gioco con Sculli a fine primo tempo. Borriello si è rivelato un bonus irrisolvibile per la difesa partenopea, che è stata spesso costretta al fallo per bloccarlo: uno di questi ha provocato l’espulsione di Domizzi con conseguente calcio di rigore. Lo stesso bomber ha trasformato il penalty con freddezza, issandosi al primo posto solitario nella classifica cannonieri con 16 reti. Da segnalare, inoltre, la prestazione monstre di Konko, autentico uomo in più della formazione di Gasperini.

Lucarelli salva Di Carlo. Il tecnico dei ducali, il cui esonero sembrava ormai scontato, viene soccorso dal bomber ex Shakhtar, autore del gol spacca-partita del Tardini. Grazie alla rete della punta livornese e al bis di Cigarini, il Parma torna al successo dopo 8 turni, nei quali aveva raccolto la miseria di 4 punti. A farne le spese è l’Udinese, squadra in fase calante già da tempo. In Friuli il sogno Champions è stato accantonato, meglio puntare ad una più realistica qualificazione in Uefa.

Punti pesanti anche per Lazio, Siena e Palermo. Ai capitolini basta il primo sigillo in maglia biancoceleste dell’ex Bianchi per piegare la resistenza di una Reggina troppo rinunciataria. Infatti, quando il tecnico degli amaranto ha mandato in campo gli uomini più creativi, come Barreto, Brienza e Cozza, la partita ha cambiato volto, ma non è bastato per tornare in Calabria con qualche punto in saccoccia. Identico risultato per un Siena che torna a respirare. Big Mac Maccarone, a pochi minuti dal fischio di chiusura, trova il colpo del ko in una gara destinata a concludersi sullo 0-0. Il guizzo del bomber bianconero deprime un Cagliari sempre più ultimo. Continua la maledizione di Malesani con il Palermo: l’attuale tecnico dell’Empoli, infatti, non ha mai prevalso sui rosanero. Ieri sera questa statistica è stata confermata, nonostante i toscani fossero reduci da tre successi di fila. Simplicio e Rinaudo hanno regalato, infatti, i tre punti alla Guidolin band.

Inter, Roma, Serie A

Roma sciupona,Zanetti salva l’Inter.

Il duello tra capitani finisce in parità e lo scudetto prende decisamente la via di Milano. Javier Zanetti, 34 primavere sulle spalle e 12 anni di capitanato nerazzurro, spegne i sogni di gloria giallorossi ad una manciata di secondi dal termine. La Roma, lanciata a -6 da uno straordinario gol del suo capitano Francesco Totti, il 201° in carriera, e in superiorità numerica, getta al vento un’occasione d’oro per riaprire il campionato. Ma andiamo il film della partita. Roberto Mancini deve far a meno dei due attaccanti titolari Ibrahimovic e Cruz, e schiera perciò un inedito 4-5-1, con Crespo unica punta. Torna dal primo minuto, dopo un lunghissimo stop, Luis Figo. L’intento del tecnico nerazzurro è non subire a centrocampo, dove i romanisti sono abilissimi nel palleggio. Spalletti, invece, recupera Juan e Mancini che si accomodano in panchina; lo schieramento proposto è il solito 4-2-3-1 con Totti unica punta alla caccia dell’ennesimo gol a San Siro. L’inizio vede le due squadre un pò contratte, e per la prima vera occasione bisogna attendere il 18′. Vieira inventa un bellissimo suggerimento dalla destra per Crespo, che in acrobatica sforbiciata coglie clamorosamente il palo interno: la sfera ballonzola diverse volte davanti alla linea di porta prima di uscire beffardamente sul fondo. L’Inter del primo tempo finisce qui. Ne approfitta, quindi, la Roma. Al 37′ Tonetto crossa teso dalla sinistra, in area irrompe Totti che anticipa con un guizzo l’ex compagno Chivu, infilando Julio Cesar con un bellissimo sinistro al volo: Roma in vantaggio grazie ad un capolavoro del capitano, vero e proprio incubo dei nerazzurri. La capolista, ora, non può più stare a guardare. Nella ripresa, infatti, Mancini cambia modulo, sostituendo uno spento Stankovic con Suazo e tornando al classico 4-4-2. Intorno al quarto d’ora, però, Mancini stesso sembra dar un mano ai giallorossi; prima inserisce Balotelli per un affaticato Cambiasso, dando vita all’ennesimo cambio di modulo(4-3-3), poi, appurato che la squadra difetta di equilibrio, sostituisce Figo con il più difensivo Pelè. è il 62′ e l’Inter ha già terminato i cambi. La mossa risulta fatale tre minuti dopo. Il destino, infatti, sembra sbeffeggiare i nerazzurri, poichè una distorsione mette ko Maxwell lasciando i campioni d’Italia in 10. La capolista accusa il colpo e rischia la capitolazione. Julio Cesar è strepitoso sulla botta di Aquilani(22′ s.t.), mentre Taddei sciupa malamente un’ottima occasione. I giallorossi sono in totale controllo del match, ma non affondano il colpo del ko. Quando l’inizio della rimonta in campionato sembra cosa fatta, l’ingenuità di Mexes compromette tutto. Il difensore francese, autore di una buonissima prova, si fa ammonire una prima volta per essere rientrato in campo senza permesso dopo un infortunio. Ma non è finita qui. Due minuti dopo, il centrale entra scompostamente da tergo su Crespo e si becca il secondo giallo: parità numerica ristabilita. L’episodio innervosisce la Roma e dà nuova carica all’Inter. Al minuto 87′, Maicon sfonda sulla destra e pennella per Crespo: testata dell’argentino e miracolo di Doni. Sugli sviluppi dell’azione successiva, capitan Zanetti raccoglie un pallone al limite dell’area ed esplode una folgore volante di destro: pallone in rete e San Siro in estasi. Il capitano, al 12°gol in serie A, non segnava dal lontano 5 novembre 2006. I gol dell’inesauribile argentino sono sempre stati pochi, ma pesantissimi come quello di ieri sera che, di fatto, consegna virtualmente il 16°scudetto ai nerazzurri. Il capitano, oltre al gol, ha fornito il solito apporto di corsa, lotta, marcatura, cambiando ruolo in più frangenti del match. Da volante davanti alla difesa a mezz’ala a terzino, il rendimento è sempre stato lo stesso: strepitoso. Il carattere del capitano tiene a galla un’Inter poco brillante e in cerca della forma migliore.

La lunghissima e illustre lista infortunati(tra gli altri, Samuel, Dacourt, Cordoba, Ibrahimovic, Cruz, Jimenez) assommata alla scarsa condizione di forma di alcuni giocatori determinanti, come Figo, Stankovic e Vieira, sta condizionando pesantemente il rendimento dell’undici di Mancini. Questo pareggio dà serenità e tranquillità e, soprattutto, permette alla capolista di preparare al meglio la sfida impossibile contro il Liverpool. La Roma, invece, è conscia di avere sprecato un’opportunità irripetibile. Avanti di un gol e in superiorità numerica, i giallorossi non hanno saputo archiviare la pratica, tenendo in vita gli avversari. Sebbene si possa discutere dell’espulsione di Mexes, rimane l’ingenuità del centrale difensivo di Spalletti. Molto probabilmente, senza la sua cacciata dal campo, saremmo qui a raccontare un’altra storia, con la Roma a -6 e il discorso scudetto più aperto che mai. I capitolini si consolano con il bel gioco espresso e i segnali confortanti dati da capitan Totti, da ieri recordman di presenze della storia giallorossa: 387°gettone, Losi superato. Rimane viva la speranza per il tricolore, considerata anche la condizione precaria mostrata dalla capolista, ma da -9(con gli scontri diretti a sfavore, visto l’1-4 dell’Olimpico) sarà molto più dura recuperare.

Calcio mercato, Juventus

Flamini alla Juve?

Mathieu Flamini, giovane centrocampista dell’Arsenal, potrebbe approdare a Torino nel prossimo mercato estivo. è questo il timore del tecnico e della dirigenza dei Gunners causato dal rifiuto del rinnovo del contratto, in scadenza a fine stagione, da parte del giocatore francese. L’ostinazione dei procuratori del 24enne centrocampista nel rifiutare le offerte del club londinese, hanno insospettito dirigenza e stampa: dietro a tutto questo, potrebbe esserci lo zampino della Vecchia Signora, che si vorrebbe accaparrare a parametro zero il giovane francese.

Juventus, Serie A, Torino

Battaglia senza vincitori tra Juve e Toro.

Non si fanno male Juve e Torino. Il 222° derby della Mole, infatti, si chiude con il più classico degli 0-0. Il primo tempo è molto equilibrato, predomina l’agonismo. La Juve cerca di far la partita, il Toro agisce di rimessa. La sfida si accende nella ripresa grazie ai due protagonisti più talentuosi: Del Piero da una parte, Rosina dall’altra. Il capitano bianconero costringe al miracolo Sereni in più di un’occasione, mentre il fantasista granata coglie la traversa su calcio piazzato. Da segnalare l’espulsione di Nedved per un’ingiustificata reazione ai danni di Comotto nei titoli di coda del match. Il pareggio è il risultato più giusto ed accontenta più che altro il Torino, che può ritenersi soddisfatto di esser uscito indenne dalla sfida con i più blasonati cugini. La Juventus, invece, non ha nessun motivo per sorridere. Nelle ultime due gare ha raccolto la miseria di un punticino e ciò ha irrimediabilmente compromesso la rincorsa al secondo posto; anche se la Roma, stasera in scena a San Siro, potrebbe rimanere comunque nel mirino qualora l’Inter la bloccasse. I bianconeri, inoltre, devono guardarsi le spalle dalla prepotente rimonta del Milan e dalle ambizioni Champions della Fiorentina; tra poche giornate, per altro, è previsto lo scontro diretto con i viola di Prandelli.

Il vero vincitore del derby è stato l’arbitro Rizzoli. Il fischietto emiliano ha condotto senza sbavature una partita ricca di insidie, viste le recenti polemiche sollevate proprio dal club di Via Ferraris. La dirigenza bianconera, infatti, ha scritto nei giorni scorsi una lettera alla FIGC lamentando i torti subiti dalla classe arbitrale durante tutto l’arco del campionato. Ricordiamo che la polemica è esplosa a seguito della direzione disastrosa di Dondarini in Reggina-Juventus, in cui l’arbitro emiliano ha negato più di un rigore alla formazione di Ranieri, assegnandone uno ai calabresi nei minuti finali. Va fatto un applauso, quindi, a Rizzoli, che mantenuto la serenità in mezzo a tanti veleni e polemiche: un evento più unico che raro, purtroppo.

Serie B

Il Brescia espugna Ascoli e sale al 5°posto.

Nel recupero della 18°giornata di serie B, il Brescia espugna il Cino e Lillo del Duca di Ascoli. Gli uomini di Cosmi hanno fatto il colpaccio grazie ad un gol in mischia di Caracciolo, vero e proprio valore aggiunto delle rondinelle: l’Airone, arrivato nel mercato di gennaio, ha già segnato quattro volte, e i suoi gol sono sempre stati pesanti. L’altro protagonista assoluto è stato Viviano. Il numero uno dei lombardi, infatti, è stato strepitoso in due occasioni su Soncin e Guberti. I marchigiani possono recriminare per la traversa colpita da Cioffi nella prima frazione di gioco. I tre punti conquistati dalla Cosmi band valgono oro. I lombardi, infatti, agganciano il Pisa al quinto posto, arrivando a sole tre lunghezze da quel secondo posto che vale la promozione diretta in serie A.

Calcio in Romagna, Cesena Calcio, Serie B

Castori torna in sella a Cesena.A Mantova esonerato Tesser.

E’ il giorno del ritorno di Fabrizio Castori. Il tecnico marchigiano ritorna sulla panchina del Cavalluccio al posto di Vavassori, dopo un “esilio” durato 14 partite. Castori, infatti, era stato esonerato nel novembre scorso dopo la disfatta nel derby col Rimini, per lasciare il posto proprio a Vavassori. Il tecnico orobico non è riuscito nell’impresa di risollevare le sorti del cub bianconero, ottenendo 13 punti in 14 gare: troppo pochi per sperare nella salvezza. Fabrizio Castori, entrato nella storia del Cesena per la memorabile promozione in B del 2003/04, per la vittoria nella coppa Italia di serie C, e per aver sfiorato il grande salto in serie A nel 2005/06, torna in riva al Savio con l’obiettivo di centrare l’ennesima impresa. Perchè salvare questo Cesena così opaco e disastroso, non può che essere un’impresa.

Cambia anche la guida tecnica del Mantova. Il presidente Lori, infatti, ha esonerato Tesser sostituendolo con il preparatore dei portieri Benevelli. Il patron ha optato, dunque, per una soluzione interna. Tesser paga il rendimento ampiamente sotto le aspettative dei virgiliani, lontanissimi ormai dalla zona play-off.

Calcio Internazionale

Premier:Eduardo crac,Arsenal sotto choc.

Oltre al danno pure la beffa. L’Arsenal perde fino a fine stagione per infortunio l’attaccante Eduardo e viene acciuffato dal Birmingham nei minuti di recupero. Il brasiliano con passaporto croato ha riportato la frattura di tibia e perone a causa di un’entrata killer del difensore del Birmingham Taylor: il fallaccio, a dir poco brutale, ha mandato su tutte le furie il tecnico dei Gunners Wenger. Secondo l’allenatore francese, Taylor dovrebbe smettere di giocare e, rivedendo l’intervento al replay, è difficile dargli torto. L’Arsenal, seppur in superiorità numerica per l’ovvia espulsione di Taylor, rimane paralizzato dall’episodio choccante e subisce lo 0-1 di Mc Fadden. L’unico dei Gunners a dare una scossa al match, è l’unico inglese mandato in campo da Wenger: stiamo parlando del 18enne Walcott. Il giovane attaccante entra nella ripresa e firma una doppietta; sono i primi gol in Premier per il golden boy dei Gunners. La vittoria sembra ormai conquistata, ma al penultimo minuto di recupero accade l’imprevedibile: Clichy stende Mc Fadden in area, lo stesso trasforma il rigore del definitivo 2-2. Wenger si ritrova ora con solo due attaccanti(Adebayor e Bendtner)e con un vantaggio ridotto a 3 lunghezze. Il Manchester United, infatti, approfitta della serata nera dei londinesi per ritornare prepotentemente in corsa per il titolo. E lo fa alzando la voce. La formazione di Ferguson spazza via il Newcastle in trasferta con il punteggio eloquente di 5-1. Nei Red Devils solita prestazione strepitosa di Cristiano Ronaldo che, con i due gol rifilati ai bianconeri, domina sempre di più la classifica cannonieri (21 centri). A segno anche Rooney(doppietta)e Saha. Ora il distacco dall’Arsenal si è ridotto a tre punti.

Nel duello per la quarta piazza, botta risposta tra Liverpool ed Everton. Gli uomini di Benitez, sull’onda dell’entusiasmo scaturita dal successo contro l’Inter in Champions, piegano il Middlesbrough in una partita densa di emozioni. Il merito di questo successo va tutto a Fernando Torres, che infila il portiere avversario Wheater per ben tre volte. Il Nino è scatenato e si porta così a quota 15 reti in Premier, rendendo inutili le reti di Tuncay e Downing per il Boro. L’Everton replica espugnando il difficilissimo campo di Manchester, sponda City. La sfida viene decisa a fine primo tempo, quando Yakubu e Lescott mettono a segno un uno-due micidiale nell’arco di otto minuti. Il distacco tra le due formazioni rimane, quindi, di tre lunghezze.

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