Terzo tempo ad alta tensione
Episodio spiacevole al termine del posticipo serale Livorno-Juventus, terminato 3-1 per i bianconeri. Durante il cosiddetto terzo tempo, lo juventino Iaquinta e l’amaranto Balleri si sono scambiati parole poco amichevoli, al punto che sono dovuti intervenire i rispettivi compagni di squadra a dividere i contendenti. Scongiurando, così, il peggio.
Il terzo tempo, mutuato dal rugby e introdotto dalla FIGC all’inizio di quest’anno con l’intento di creare un clima più sereno nel mondo calcistico, si è rivelato, in questa occasione, un vero e proprio boomerang. Iaquinta e Balleri hanno tramutato un momento di fair-play in pretesto per sfogare la carica agonistica residua. E così torna di moda l”interrogativo:il terzo tempo è adatto al nostro calcio, pieno di polemiche e veleni? Il saluto alla fine di ogni partita è, a mio avviso, un’iniziativa lodevole. Il problema di fondo del calcio italiano è la mancanza di cultura sportiva. Questa cultura dovrebbe essere veicolata sin dalle giovanili, in modo che, per i calciatori, risulti naturale salutare l’avversario a fine partita, al di là di quello che è successo in campo. Solo così non vedremo più episodi spiacevoli come quello dell’Ardenza e, finalmente, il pallone nostrano assomiglierà un pò di più agli altri sport.
28 Gen 2008 Michael Vittori